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Settembre 2017: fresco e piovoso

Ben 10 perturbazioni in un mese, la terza delle quali devastante. Anomalia termica di -0,7 gradi

| Redatto da Simone Abelli

Dopo un trimestre estivo connotato dal dominio dell’Anticiclone Nord-africano, che ha aggravato le condizioni già critiche di siccità e favorito numerosi periodi di caldo anomalo, si è aperta con settembre una fase diametralmente opposta, caratterizzata dal passaggio di ben 10 perturbazioni accompagnate da masse d’aria fredda di provenienza nord-atlantica. In realtà, gli impulsi freddi hanno interessato con maggior efficacia le regioni settentrionali e centrali dove, fin dall’inizio del mese, le temperature massime sono definitivamente crollate sotto i 30 gradi, salvo rare eccezioni, con temporanee puntate anche sotto i 20 gradi. Il Sud, invece, nell’arco della prima metà del mese ha affrontato tre fasi molto calde determinate dalla risalita di aria sahariana, richiamata dalle correnti meridionali in corrispondenza dei settori caldi delle perturbazioni in transito; durante queste fasi sono state raggiunte massime di 35-37 gradi in diverse città. L’ultimo giorno in cui sono stati osservati valori oltre i 30 gradi è stato domenica 17, dopodiché in tutta Italia hanno definitivamente prevalso le correnti fresche che hanno mantenuto le temperature, a livello nazionale, di diversi gradi sotto la media fin quasi alla fine del mese. Questa situazione alquanto dinamica è stata determinata da una vistosa anomalia della circolazione atmosferica che ha visto la frequente presenza di strutture di alta pressione a ridosso dell’Europa nord-orientale. In queste condizioni, fra gli anticicloni nord-europei e l’Anticiclone delle Azzorre defilato a ridosso delle coste iberiche e marocchine, si è venuto a creare un varco fra il Nord Atlantico e il Mediterraneo, lungo il quale si sono avvicendate le varie perturbazioni che hanno interessato anche l’Italia. La perturbazione n. 3 di settembre, in particolare, è stata talmente intensa da lasciare alle sue spalle molti danni e anche vittime: a Livorno, un nubifragio ha scaricato 250mm in poche ore favorendo un’alluvione lampo che non ha lasciato scampo a 8 persone. Altre intense piogge hanno interessato altre zone della Toscana, le Alpi, la Lombardia, il Friuli e il Lazio con accumuli oltre i 100mm in poche ore. Il giorno più piovoso del mese è stato domenica 10 settembre con più di 6 miliardi di metri cubi di pioggia a livello nazionale, i tre quarti dei quali si sono scaricati sulle regioni centrali. Per trovare un quantitativo paragonabile occorre tornare indietro di due anni e mezzo, al 25 marzo del 2015. Al di là dell’evento più significativo, i giorni piovosi nell’arco del mese sono stati numerosi: a livello nazionale abbiamo avuto 7.7 giorni di pioggia, ma distribuiti in maniera eterogenea da nord a sud: Nordest in testa con 12 giorni, seguito dal Centro con 8 giorni, poi Nordovest con 7, Sud con 6 e isole maggiori con 5 giorni piovosi. Le numerose piogge hanno portato a un surplus di +44% a livello nazionale, che ha in parte attenuato il deficit idrico ereditato da dicembre 2016: tale deficit è passato da -47 miliardi a -39 miliardi di metri cubi. Nonostante questa inversione di rotta, va sottolineato che una buona parte di queste piogge ha causato purtroppo più danni che benefici. Non in tutto il territorio le precipitazioni sono state più abbondanti della media: al Nordovest e in Sardegna le anomalie mostrano un segno negativo. Questo significa che in queste zone non c’è stata alcuna interruzione del periodo siccitoso. In particolare in molte zone del Piemonte, della Liguria e della Sardegna si è avuto un deficit dal 50 al 85% con conseguente aggravamento del problema. L’ultima pioggia significativa a Torino, trascurando i 3 scarsi giorni piovosi di settembre, risale al 29 luglio, mentre le ultime piogge degne di nota a Imperia e Cagliari risalgono rispettivamente al 6 maggio e al 27 aprile.

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Tornando al livello nazionale, l’ultimo mese con piogge sopra la media è stato gennaio di quest’anno, mentre l’ultimo settembre più piovoso della media risale al 2012; l’anomalia di +44% pone il settembre 2017 al 9° posto fra i più piovosi degli ultimi 40 anni.

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Anche la temperatura ha evidenziato un’inversione di rotta con un’anomalia negativa pari a -0.7°C, dopo sei anni in cui settembre ci aveva abituati a temperature più miti della norma: l’ultimo settembre con anomalia negativa risale al 2010: dal punto di vista termico, si tratta dell’8° settembre più freddo degli ultimi 40 anni.

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Questo valore negativo ha fatto calare leggermente la media da inizio anno, che comunque rimane molto elevata, con un’anomalia di +1°C, valore che mantiene i primi nove mesi del 2017 fra i 4 più caldi degli ultimi 40 anni. Infine, una curiosità di carattere statistico legata ai cambiamenti dei parametri atmosferici nei mesi e nelle stagioni: volendo cercare un mese di settembre più fresco della media e, contemporaneamente, altrettanto piovoso, ossia con anomalie dello stesso segno di quelle del settembre di quest’anno, che siano anche rilevanti, occorre risalire a più di 20 anni fa, esattamente al 1996.

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